
Si scopre che quando il Presidente Trump parlava di “Liberation Day”, intendeva liberare lo S&P 500 da qualsiasi speranza di recuperare le perdite del Q1.
Dopo aver annunciato dazi aggressivi con un poster board che probabilmente perseguiterà Wall Street per anni, il mercato ha reagito con un vero e proprio meltdown: quasi 2.000 miliardi di dollari bruciati all’apertura della giornata.
Il cuore della questione?
🔹 Dazi reciproci del 10% su tutti gli esportatori verso gli USA
🔹 Dazi più alte per 60 partner commerciali con deficit maggiori (tra cui Cina, Giappone ed EU)
🔻 La reazione del mercato è stata immediata:
📉 Oltre l’80% delle aziende dell’S&P 500 in rosso nella giornata di ieri
📉 2/3 delle azioni giù di almeno il 2%
📉 Apple -9,25%, Nike -14,44%, Amazon -8,98%, Meta -8,96%
Unica nota positiva? Settori come beni di consumo, utilities e healthcare hanno resistito, mentre aziende con prodotti Made in USA e alcuni ETF legati a Messico e Canada hanno addirittura guadagnato.
Gli analisti ipotizzano che questa mossa estrema possa essere solo un punto di partenza per negoziazioni. Per la Casa Bianca i dazi resteranno in vigore “fino a quando il Presidente non riterrà che il deficit commerciale e il trattamento non reciproco siano risolti“.